Corso di storia dell'economia: Smith 1723

L’Architettura dell’Ordine Spontaneo
Adam Smith e la Genesi dell'Ontologia Economica Moderna
Il contributo di Adam Smith (1723–1790) alla storia del pensiero non può essere circoscritto alla sola fondazione della scienza economica; esso rappresenta un tornante epistemologico fondamentale in cui la filosofia morale e l'analisi dei sistemi complessi si fondono per dare origine alla modernità liberale. Attraverso il suo opus magnum, An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations (1776), Smith non si limita a descrivere i meccanismi di mercato, ma propone una nuova visione dell'ordine sociale fondata sull'autonomia individuale e sulla coordinazione non intenzionale.
1. La Sintesi tra Etica e Mercato: Dalla Simpatia all'Interesse Personale
Per comprendere appieno la portata del pensiero smithiano, è necessario superare la falsa dicotomia tra la Teoria dei sentimenti morali (1759) e La ricchezza delle nazioni. L'individuo smithiano non è un atomo egoista, ma un soggetto inserito in una rete di relazioni sociali.
Il Paradosso della "Mano Invisibile"
Il concetto della mano invisibile rappresenta il nucleo della sua teoria dei sistemi. Smith postula che l'individuo, perseguendo il proprio self-interest, finisca per promuovere il benessere della collettività in modo più efficace di quanto farebbe se si ponesse tale obiettivo intenzionalmente.
Ordine Spontaneo: Il mercato non è il caos, ma un meccanismo di coordinamento che trasforma le pulsioni individuali in utilità sociale.
Meccanismo dei Prezzi: La mano invisibile opera attraverso i segnali di prezzo, che orientano la produzione verso i settori dove la domanda sociale è più pressante.
2. La Fenomenologia della Produzione: Divisione del Lavoro e Produttività
L'analisi di Smith si apre con la celebre descrizione della fabbrica di spilli, un'illustrazione empirica di come la divisione del lavoro sia il motore primario dello sviluppo economico.
Incremento della Ricchezza e Specializzazione
Smith identifica tre vantaggi fondamentali derivanti dalla specializzazione:
Aumento della destrezza: L'operaio focalizzato su un'unica operazione ne affina l'esecuzione.
Risparmio di tempo: Eliminazione dei tempi morti nel passaggio da un compito all'altro.
Innovazione tecnologica: La semplificazione dei compiti favorisce l'invenzione di macchinari atti ad agevolare il lavoro.
Questa intuizione sposta il focus della ricchezza dal possesso di metalli preziosi (feticismo mercantilista) alla capacità produttiva effettiva di una nazione.
3. La Teoria del Valore: Lavoro, Mercato e Prezzi Naturali
Smith affronta la complessa questione del valore distinguendo tra valore d'uso e valore di scambio.
Valore-Lavoro e Dinamiche Relatve
Sebbene Smith ponga le basi per la teoria del valore-lavoro — sostenendo che il lavoro è la misura reale del valore di scambio di tutte le merci — egli riconosce la complessità dei fattori produttivi in una società avanzata.
Il Prezzo Naturale: Rappresenta il costo di produzione (salari, rendite e profitti).
Il Prezzo di Mercato: Determinato dalle fluttuazioni della domanda e dell'offerta nel breve periodo.
La tendenza del prezzo di mercato a gravitare attorno al prezzo naturale costituisce una delle prime formulazioni della teoria dell'equilibrio economico.
4. Critica al Dirigismo: Il Ripudio del Sistema Mercantilista
Il saggio smithiano è una critica serrata al mercantilismo, inteso come sistema di privilegi, monopoli e restrizioni commerciali volti all'accumulazione di oro e argento.
Il Commercio Internazionale e la Libertà Economica
Smith introduce la teoria del valore relativo e i vantaggi del libero scambio, sostenendo che le barriere doganali danneggiano la nazione che le impone tanto quanto quelle che le subiscono. La ricchezza è un flusso, non uno stock; è il volume dei beni consumabili che determina il benessere di un popolo.
| Caratteristica | Mercantilismo (Pre-Smith) | Liberalismo Classico (Smith) |
| Definizione di Ricchezza | Accumulo di oro e metalli | Produzione di beni e servizi |
| Ruolo dello Stato | Intervento e protezionismo | Garante della cornice giuridica |
| Motore Economico | Bilancia commerciale attiva | Divisione del lavoro e mercato |
| Visione del Commercio | Gioco a somma zero | Mutuo vantaggio |
5. La Funzione dello Stato: Un Liberalismo Non Anarchico
Contrariamente a interpretazioni volgari del laissez-faire, Smith assegna allo Stato compiti precisi e inalienabili:
Difesa Nazionale: Proteggere la società dalla violenza e dall'invasione.
Amministrazione della Giustizia: Proteggere ogni membro della società dall'ingiustizia o dall'oppressione (tutela della proprietà privata).
Opere Pubbliche: Creare istituzioni e infrastrutture che non sarebbero profittevoli per i singoli privati ma che sono essenziali per il bene comune.
Note Critiche sulla Divisione del Lavoro
Nelle pagine più sociologiche della sua opera, Smith avverte che la divisione estrema del lavoro può atrofizzare l'intelletto dell'operaio. Per questo motivo, propone l'intervento pubblico nell'istruzione, anticipando il concetto di capitale umano.
Conclusione: Il Lascito
Adam Smith ha de-centrato la gestione della cosa pubblica dalla volontà del sovrano alla logica immanente dei processi economici. Il suo saggio non è solo un manuale di economia, ma un trattato di filosofia sociale che riconosce nella libertà individuale il motore più potente per il progresso della civiltà. In un'epoca di globalizzazione complessa, il suo invito a guardare oltre le apparenze del controllo centrale per comprendere le forze sottostanti della cooperazione sociale rimane una lezione imprescindibile per accademici e statisti.
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