Corso di storia dell'economia: Paréto 1848
Vilfredo Paréto 1848

1. L'Epistemologia ParetianaDalla Meccanica all'Economia
Pareto importa nel pensiero economico il rigore del Politecnico di Torino. La sua visione non è etica, ma logico-sperimentale.
L'Ofemilità vs Utilità: Pareto supera il concetto psicologico di "utilità" (difficilmente misurabile) introducendo il termine ofemilità (u), intesa come la capacità di un bene di soddisfare un desiderio, indipendentemente da giudizi morali.
L'Equilibrio Generale: Riprendendo Walras, Pareto vede l'economia come un sistema di equazioni simultanee dove l'equilibrio non è statico, ma il risultato di un dinamismo di forze contrapposte: i gusti (spinta al consumo) e gli ostacoli (limiti tecnici e scarsità).
2. Il Pilastro del Benessere: L'Ottimo Paretiano
Il contributo più duraturo alla teoria economica è la definizione di Efficienza Allocativa (o Ottimo).
Una configurazione è definita "Ottimo Paretiano" quando non è possibile migliorare la condizione di un individuo senza peggiorare quella di almeno un altro membro della collettività.
Questa intuizione sposta l'analisi dalla ricerca di un "massimo sociale" soggettivo (impossibile da calcolare aggregando utilità diverse) a un criterio di unanimità potenziale e di non-spreco delle risorse.
3. La "Legge di Pareto" e l'Invarianza del Reddito
Nel Cours d'économie politique, Pareto formula la sua celebre legge statistica sulla distribuzione dei redditi. Analizzando dati storici e geografici diversi, osservò che la distribuzione della ricchezza non segue una curva normale (a campana), ma una funzione di potenza.
L'equazione: N = A/x^alpha (dove N è il numero di individui con reddito superiore a x).Significato sociologico: L'invarianza del coefficiente alpha suggeriva a Pareto che la disuguaglianza non dipendesse dalle istituzioni politiche (democrazia o autoritarismo), ma da costanti biologiche e sociali dell'essere umano.
4. Dalla Teoria Economica alla Sociologia dei "Residui"
La delusione verso la politica attiva e l'osservazione dell'irrazionalità delle masse portano Pareto verso la sociologia. Il Trattato di sociologia generale (1916) si fonda sulla distinzione tra:
Azioni Logiche: Rare, tipiche della scienza e dell'economia, dove i mezzi sono adeguati ai fini.
Azioni Non-Logiche: La maggioranza delle azioni umane, dettate da sentimenti e istinti.
La struttura dell'azione umana
Pareto scompone l'agire sociale in due parti:
I Residui: La parte costante, espressione di istinti profondi (es. l'istinto delle combinazioni o la persistenza degli aggregati).
Le Derivazioni: La vernice logica, le giustificazioni pseudo-razionali con cui l'uomo ammanta i propri impulsi irrazionali (ideologie, religioni, programmi politici).
5. La Circolazione delle Élite e il Pessimismo Storico
Il culmine del pensiero paretiano è la teoria della Circolazione delle Élite. Per Pareto, la storia è un "cimitero di aristocrazie".
La società è sempre divisa tra una classe eletta (élite) e una classe non eletta.
L'equilibrio sociale dipende dalla capacità dell'élite di rigenerarsi, assorbendo elementi validi dalle classi inferiori.
Quando un'élite diventa "morbida", parassitaria o incapace di usare la forza, viene abbattuta da una nuova minoranza organizzata che strumentalizza le masse attraverso nuove "derivazioni".
Conclusione per un'analisi critica
Pareto approda a una visione della democrazia come plutocrazia demagogica, dove il consenso è comprato o manipolato. Il suo lascito non è solo matematico (l'Ottimo), ma metodologico: l'invito a guardare i fatti sociali "nudi", spogliati dalle narrazioni ideologiche che li ricoprono.
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