Corso di storia dell'economia: von Thünen 1783
Johann Heinrich von Thünen 1783

Johann Heinrich von Thünen
La fondazione dell’economia spaziale
Von Thünen nel quadro dell’economia politica ottocentesca
Johann Heinrich von Thünen si colloca in una posizione atipica ma centrale nella storia del pensiero economico del primo Ottocento. Non apparteneva all’università né ai circoli londinesi dell’economia politica classica, ma operava come grande proprietario terriero nella Germania settentrionale, sperimentando direttamente le dinamiche produttive dell’agricoltura di mercato. Questa collocazione pratica, lontana dai centri della teoria ma immersa nei problemi concreti della produzione e della commercializzazione agricola, gli permise di osservare ciò che i teorici classici tendevano a trascurare: il ruolo strutturale dello spazio. Der isolierte Staat non nasce come un semplice trattato di agronomia, bensì come un tentativo di rifondare la teoria della rendita, dei prezzi e della localizzazione integrando la distanza e il territorio nel cuore dell’analisi economica.
L’isolato agricolo come costruzione teorica
Il celebre modello dell’isolato agricolo costituisce una delle più raffinate costruzioni astratte della storia dell’economia. Von Thünen immagina uno Stato perfettamente uniforme, privo di discontinuità geografiche, con un unico mercato centrale e produttori razionali che massimizzano il profitto. In questo spazio omogeneo, la sola variabile che distingue le diverse posizioni è la distanza dal mercato. Tale artificio non serve a descrivere il mondo reale, ma a isolare un meccanismo fondamentale: ogni chilometro che separa il produttore dal centro di scambio erode il valore economico della sua produzione attraverso i costi di trasporto. La terra non ha dunque un valore naturale, ma un valore relazionale, che dipende dalla sua collocazione nello spazio economico.
La struttura concentrica dell’agricoltura
Da questo dispositivo teorico emerge una delle immagini più celebri dell’economia spaziale: l’organizzazione ad anelli concentrici delle attività agricole attorno al mercato centrale. Le colture più deperibili, più pesanti o più intensive dal punto di vista del lavoro tendono a collocarsi vicino al centro, mentre quelle più leggere, trasportabili e meno sensibili al tempo possono essere prodotte a distanze maggiori. Ciò che Von Thünen dimostra non è semplicemente una regolarità empirica, ma una legge economica: la specializzazione territoriale non è un fatto culturale o storico contingente, bensì il risultato di una razionalità economica che opera nello spazio. L’organizzazione del paesaggio agricolo diventa così leggibile come una mappa dei costi e dei prezzi.
La rendita come prodotto della posizione
In questo quadro la teoria della rendita subisce una trasformazione decisiva rispetto al modello ricardiano. Per Ricardo la rendita nasce dalla diversa fertilità dei suoli; per Von Thünen, invece, essa è generata soprattutto dalla posizione relativa della terra rispetto al mercato. I terreni più vicini al centro godono di un vantaggio sistematico perché consentono di risparmiare sui costi di trasporto, e questo vantaggio si capitalizza in una rendita superiore. La fertilità rimane importante, ma non è più il fattore determinante. Con questa intuizione Von Thünen anticipa la moderna teoria della rendita di localizzazione, che sarà poi centrale nell’economia urbana e nella teoria immobiliare.
Prezzi, trasporto e differenziazione spaziale dei mercati
Un altro contributo cruciale di Von Thünen riguarda la formazione dei prezzi. In un’economia spazialmente strutturata, lo stesso bene non ha un prezzo unico, ma prezzi differenziati in funzione della distanza dal mercato. Il prezzo netto percepito dal produttore diminuisce man mano che aumenta il costo di trasporto, e questa semplice relazione introduce una frattura radicale nella concezione classica dei mercati come spazi astratti. Ne consegue che ogni innovazione infrastrutturale, ogni riduzione dei costi di trasporto, modifica l’intera geografia produttiva, ridefinendo ciò che è conveniente coltivare e dove. Von Thünen intuisce così, con largo anticipo, il ruolo economico delle reti di trasporto come fattori di ristrutturazione territoriale.
Tecnologia, lavoro e intensità produttiva
La teoria thüniana non è puramente spaziale, ma integra in modo sofisticato lavoro, capitale e tecnologia. Le attività che si collocano vicino al mercato tendono a essere più intensive sia in lavoro sia in capitale, perché solo produzioni ad alto valore unitario possono permettersi affitti elevati e sfruttare la prossimità al centro. Al contrario, le colture lontane dal mercato sono estensive, a basso impiego di lavoro e a basso investimento. In questo modo lo spazio non determina soltanto la localizzazione delle colture, ma anche le forme della tecnologia agricola e dell’organizzazione del lavoro.
Limiti formali e fecondità teorica
Il carattere fortemente astratto dell’isolato agricolo ha spesso attirato critiche, poiché il mondo reale è segnato da disuguaglianze di fertilità, pluralità di mercati e reti di trasporto complesse. Tuttavia proprio questa astrazione conferisce al modello la sua potenza analitica. Von Thünen riesce a isolare un principio fondamentale che attraversa ogni economia di mercato: lo spazio è un fattore produttivo. Tutta la successiva economia della localizzazione, dalla teoria dei luoghi centrali fino alla nuova geografia economica, non farà che sviluppare, articolare e raffinare questa intuizione originaria.
Von Thünen come classico della modernità economica
Johann Heinrich von Thünen deve dunque essere considerato non come un autore settoriale dell’economia agraria, ma come il fondatore di una nuova dimensione della teoria economica. Inserendo la distanza, la posizione e i costi di trasporto nel cuore della teoria dei prezzi e della rendita, egli ha mostrato che l’economia non esiste in uno spazio neutro, ma prende forma in un territorio strutturato. In questo senso, Der isolierte Staat rappresenta uno dei testi più moderni dell’Ottocento: un’opera che continua a parlare direttamente ai problemi della pianificazione, della logistica e delle disuguaglianze territoriali del mondo contemporaneo.
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